C’era un famoso film il cui titolo era “Non è un paese per vecchi” e, per quanto Cormac McCarthy non si riferisse all’Italia, mai miglior definizione fu trovata per il nostro paese.

Per una serie di circostanze sono sempre di più i pensionati italiani che stanno pensando di trasferirsi all’estero cercando una tassazione più favorevole che possa permettergli un tenore di vita migliore.

Senza voler emigrare troppo lontano, negli ultimi anni ha riscosso un grande successo il Portogallo che ha introdotto un particolare regime fiscale che permette l’esenzione da tassazione per i pensionati esteri, per i primi 10 anni di residenza nel Paese.

Nel 2017, oltre 8 mila italiani tra i 60 e i 65 anni, hanno già deciso di trasferire la propria residenza in Portogallo. Si tratta del secondo Paese con il maggior numero di pensionati italiani, dopo Malta che detiene il primato.
Se anche tu vuoi trasferire la tua residenza fiscale in Portogallo noi abbiamo il posto ideale che si adatta alle tue esigenze, si chiama “Porto Santo” dove oltre che vivere con una qualità di vita eccezionale, in totale sicurezza, con costi estremamente contenuti, con un clima invidiabile tutto l’anno, potrai sfruttare la totale detassazione della tua pensione.

In questo contributo troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno, sia per capire in dettaglio come ottenere l’agevolazione, sia per avviare i contatti con le autorità Portoghesi. Vediamole di seguito.

Pensionati italiani in Portogallo: la residenza fiscale

Trasferirsi all’estero, prima di tutto, ha delle conseguenze fiscali importanti e pertanto occorre sempre analizzare nel dettaglio quali sono le problematiche e la strada de seguire.

Cominciamo con il dire che l’articolo 3 del DPR n. 917/86, definisce infatti, quelle che sono le regole di tassazione dei soggetti residenti e non residenti in Italia.

Nella fattispecie di cui qui si discute, l’Amministrazione finanziaria italiana applica il principio secondo il quale i redditi del cittadino residente sono soggetti a tassazione diretta dal fisco italiano indipendentemente dal luogo ove tali redditi sono stati prodotti. Tale modalità di prelievo si deduce dalla lettura ed interpretazione combinata di quanto disposto dagli articoli 1, 2 e 3 del D.Lgvo 917/86, mentre i soggetti non residenti fiscalmente sono tenuti a dichiarare in Italia solo i redditi ivi prodotti (salvo quanto indicato nelle varie Convezioni bilaterali stipulate dall’Italia con i vari Paesi esteri). E’ importante, quindi, capire come fare ad essere considerati fiscalmente residenti all’estero.

Per essere considerati residenti fiscalmente all’estero, devono sussistere, congiuntamente, le seguenti condizioni:

Non essere stati iscritti nell’anagrafe delle persone residenti in Italia per più della metà dell’anno (e cioè per 183 giorni negli anni normali, 184 in quelli bisestili), con contestuale iscrizione all’A.I.R.E. (ANAGRAFE DEI CITTADINI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO)
Non avere avuto il domicilio in Italia per più di metà dell’anno;
Di non aver avuto dimora abituale in Italia per più della metà dell’anno.
Se manca anche una sola di queste condizioni si è considerati residenti fiscalmente in Italia.

Si è, inoltre, considerati residenti in Italia, ai sensi della legislazione italiana, salvo prova contraria, se si è cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con decreto del Ministro delle Finanze 4 maggio 1999 e successive modifiche ed integrazioni.

Requisiti per accedere all’esenzione fiscale sulla pensione in Portogallo

Nel caso di specie, la “Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Portogallo” è stata firmata a Roma il 14.05.1980; successivamente ratificata con Legge n.562 del 10.07.1982 (G.U. 16.08.1982, n. 224), è, infine, entrata in vigore il 15.01.1983 a seguito della pubblicazione su G.U. del 7.02.1983, n.36.

Il governo portoghese, dal canto suo, con Decreto Legge 249/2009 del 23.09. 2009, nell’ approvare “Il Codice Fiscale dell’Investimento”, ha introdotto un regime fiscale privilegiato per i pensionati, e non solo, che si trasferiscono in Portogallo.

Tale regime, a seguito di ulteriori semplificazioni e puntualizzazioni, ha trovato definitivamente soluzione e applicazione nella Circolare Fiscale n° 9/2012 e nella Legge di Bilancio dello Stato per l’anno 2013, che ha integrato l’art. 81 del CIRS ( Codigo Imposto Pessoas Singulares), consacrando la figura giuridica del “RESIDENTE FISCAL NÃO HABITUAL” (RFNH) applicabile ai soggetti passivi che diventano residenti agli effetti fiscali in territorio Portoghese .

Il riconoscimento dello statuto di residente fiscale non abituale, e quindi dell’esenzione per 10 anni di imposte sulla pensione, da parte delle autorità fiscali portoghesi dipende dal verificarsi di tre condizioni essenziali:

Che l’interessato non sia stato tassato come residente fiscale in Portogallo in nessuno dei cinque anni precedenti a quello in cui lo statuto viene richiesto;

Che l’interessato abbia soggiornato in territorio portoghese per più di 183 giorni, di seguito o interpolati;

Nel caso in cui il periodo di permanenza sia inferiore ai 183 giorni, disponga in territorio portoghese di abitazione in condizioni che permettano di supporre l’intenzione di mantenerla e occuparla come residenza abituale;

Che l’interessato richieda lo statuto di residente fiscale non abituale entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui l’attribuzione dello statuto dovrà produrre effetto.

Pensionati italiani in Portogallo: incassare la pensione all’estero

Per ottenere l’esenzione dall’applicazione delle ritenute alla fonte in Italia, percepite sulla pensione, il pensionato che risiede in Portogallo può chiedere all’Inps l’applicazione della Convenzione per evitare le doppie imposizioni tra l’Italia ed il Portogallo  al fine di ottenere, la detassazione della pensione italiana (con tassazione esclusiva nel Paese di residenza).

A tal fine il pensionato dovrà presentare, alla sede Inps che gestisce la prestazione erogata, l’apposito modulo disponibile nel sito Inps alla sezione “Moduli > Convenzioni Internazionali” n 4 versioni:

CI531-EP-I/1 modulo italiano-inglese;
CI532-EP-I/2 modulo italiano-francese;
CI533-EP-I/3 modulo italiano-tedesco;
CI534-EP-I/4 modulo italiano-spagnolo.

Si tratta di un modello predisposto unilateralmente dall’Italia ed accettato dalla maggior parte dei Paesi partners dei trattati. Esso costituisce istanza per chiedere la non effettuazione totale o parziale della ritenuta alla fonte dell’imposta italiana. Ritenuta da operare sulle pensioni e/o altre remunerazioni analoghe, percepite da soggetti residenti in Stati con i quali l’Italia ha stipulato Convenzioni per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito, che lo prevedono espressamente.

Il modello deve contenere anche la necessaria attestazione della residenza fiscale estera da parte della competente Autorità straniera e dovrà essere consegnato in modalità cartacea.

Per altri Enti eroganti la pensione i moduli sono disponibili, a seconda dei casi, nei siti degli Enti stessi.

Per chi si trasferisce in una Nazione che aderisce all’Unione europea può chiedere il versamento della pensione con una delle seguenti modalità:

  • conto corrente bancario estero, indicando IBAN e SWIFT;
  • mediante un conto corrente postale estero indicandone le coordinate;
  • l’emissione di un assegno bancario in valuta euro.

I pensionati italiani che vogliono attivare questa procedura, come detto devono presentare la modulistica sopra indicata all’Inps.

L’Inps stesso provvederà, una volta evasa la pratica, a modificare i dati bancari con il vostro nuovo Iban estero ed in seguito lavorerà la richiesta di defiscalizzazione.

In questo modo otterrete da subito l’accredito in Portogallo mentre per la pensione lorda sarà necessario attendere i tempi di lavorazione necessari alla sede Inps di competenza. Alcune sedi Inps controllano attraverso l’Aire l’effettiva iscrizione, che arriva entro 180 gg. e solo in seguito accreditano lordo e arretrati.

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