Come primo punto da considerare seriamente, per quanto riguarda l’assistenza sanitaria in Portogallo è l’obbligarietà dell’iscrizione all’A.I.R.E. o meno.

Questa differenza è sostanziale in quanto con l’iscrizione all’Anagrafe dei Residenti all’Estero si viene cancellati dagli elenchi dei cittadini italiani aventi diritto alle prestazioni sanitarie.

E’ bene ricordare che spostando la propria residenza in Portogallo si perderà il medico di base in Italia, inoltre, l’assistenza sanitaria da parte del servizio pubblico nazionale, se non in possesso di una copertura assicurativa, sarà limitata alle prestazioni ospedaliere urgenti, per un periodo massimo di 90 giorni nell’arco dell’anno, anche non continuativi.

L’AIRE é l’anagrafe della popolazione italiana residente all’estero. E’ stata  istituita nel 1990, a seguito dell’emanazione della Legge n. 470 del 27 ottobre 1988 (“Anagrafe e censimento degli italiani all’ estero”) e del suo regolamento di esecuzione, D.P.R. n. 323 del 6 settembre 1989. L’AIRE contiene i dati dei cittadini che hanno dichiarato spontaneamente, ai sensi dell’art. 6 della citata Legge n. 470/1988, di voler risiedere all’estero per un periodo di tempo superiore ai dodici mesi o, per i quali, é stata accertata d’Ufficio tale residenza.

Il Governo Italiano per mezzo del Ministero degli Affari Esteri nelle norme relative – all’Ufficio di Riferimento: D:G:IT – Ufficio II – dice testualmente:

DEVONO ISCRIVERSI ALL’A.I.R.E. i Cittadini che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi

NON DEVONO ISCRIVERSI ALL’A.I.R.E. le persone che si recano all’estero per un período di tempo inferiore ad un anno.

Soggettivamente possiamo interpretare che una persona con Residenza Fiscale in Portogallo che abbia i requisiti richiesti per questo statuto non necessariamente deve stare fuori dal territorio nazionale per periodi superiori a 12 mesi e pertanto non necessariamente si debba iscrivere all’A.I.R.E.

La nostra interpretazione non vale per tutti coloro che hanno una pensione erogata dall’I.N.P.S. che obbligatoriamente, al pari di altri Enti privati, chiede l’iscrizione all’A.I.R.E. ma potrebbe valere per tutti gli Enti che non richiedono obbligatoriamente questo tipo di statuto.

Teniamo a sottolineare che la nostra è una deduzione totalmente soggettiva e da sottoporre, a seconda dei casi, alle autorità preposte per la determinazione dell’obbligatorietà o meno dell’iscrizione all’A.I.R.E.

Problematiche relative al trasferimento dell’assistenza sanitaria

1) Trasferimento della Residenza all’estero

Tutti i cittadini italiani che hanno trasferito la residenza all’estero e, quindi iscritti all’A.I.R.E., che non sono lavoratori di diritto italiano distaccati all’estero, perdono il diritto all’assistenza sanitaria sia in Italia che all’estero. Potrebbe, in tal caso, essere utile tutelarsi per la copertura sanitaria all’estero con una polizza assicurativa privata.

2) Assistenza sanitaria in Italia in caso di rientro temporaneo

In caso di temporaneo rientro in Italia i cittadini italiani AIRE limitatamente alle figure dei: titolari di pensione erogata da Enti previdenziali italiani o a coloro che abbiano lo status di emigrante ( nati in Italia ) la norma contenuta nell’art. 2 del D.M. 1 febbraio 1996 prevede l’erogazione di assistenza sanitaria gratuita da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Tale assistenza è, però, limitata alle sole prestazioni ospedaliere urgenti, per un periodo massimo di 90 giorni nell’anno solare a condizione che i soggetti non abbiano una propria
copertura assicurativa, pubblica o privata, per le suddette prestazioni sanitarie.

Non possono essere erogate cure programmate.

I cittadini italiani AIRE assicurati di Paesi UE, SEE e Svizzera, in caso di rientro temporaneo in Italia possono utilizzare la TEAM rilasciata dallo Stato estero di residenza, che garantisce tutte le cure necessarie in forma diretta in Italia.

I cittadini residenti nell’Unione Europea, ivi compresa l’Italia,  hanno diritto di utilizzare la TEAM, tessera europea di assicurazione malattia, che riconosce a tutti i cittadini dell’Unione il diritto all’assistenza sanitaria al pari dei residenti.

3) Modello S1

Una persona, nel caso in cui viva in un paese dell’UE , ma sia assicurata in un altro paese deve ottenere il modello S1 che permette di iscriverla, insieme ai suoi familiari, all’assistenza sanitaria.

Il modello è rilasciato per persona (non per famiglia).

Il modello S1 va richiesto all’ente per l’assistenza sanitaria presso cui si è assicurati (ASL Italiana).

Se si ha diritto a un modello S1 perché si è cambiata la residenza, il modello va richiesto prima di lasciare il paese in cui si è assicurati.

Questo perché, se la richiesta viene fatta dopo essersi trasferiti, potrebbero esserci ritardi nell’iscrizione nel nuovo paese di residenza. Nei casi in cui si abbia diritto a richiedere il modello S1 per conto dei familiari, la richiesta dovrà essere fatta non appena si è diventati assicurati nell’altro paese.

4) Come utilizzare il modello S1

Il modello S1 deve essere presentato presso l’ente di assistenza sanitaria del nuovo paese di residenza (Portogallo).

Questo va fatto senza ritardo una volta formalizzata l’iscrizione A.I.R.E.

5) Cosa copre il modello S1

Quando una persona (e/o i suoi familiari) risiede in un paese diverso rispetto al paese in cui è assicurato, questa persona (e/o i suoi familiari) ha diritto a tutte le prestazioni in natura (per esempio assistenza sanitaria, cure mediche, ricovero ospedaliero) previste dalla legislazione del paese di residenza, come se essa fosse assicurata in tale paese. L’ente del paese di residenza è rimborsato dall’ente del paese in cui la persona è assicurata.

5) Chi ha diritto al modello S1

Il modello S1 è usato per i pensionati che si stabiliscono all’estero o che trasferiscono la propria residenza in un altro Stato membro, oltre che per i loro familiari.

Esempio: Un pensionato italiano si stabilisce in Portogallo: L’ente per l’assistenza sanitaria italiano rilascia un modello S1 che permette al pensionato di iscriversi all’assistenza sanitaria in Portogallo. Il modello S1 va presentato all’ente per l’assistenza sanitaria Portoghese (Centro de Saúde)

6) Tessera Sanitaria Italiana

I cittadini residenti nell’Unione Europea, ivi compresa l’Italia,  hanno diritto di utilizzare la TEAM, tessera europea di assicurazione malattia, che riconosce a tutti i cittadini dell’Unione il diritto all’assistenza sanitaria al pari dei residenti.

Alcune annotazioni sull’Assistenza Sanitaria Portoghese

L’assistenza Sanitaria in Portogallo è buona e ben gestita
I cittadini dell’Unione Europea, hanno diritto all’assistenza Sanitaria in base agli accordi UE

Qualora fosse necessario ricorrere ad assistenza medica, si consiglia di recarsi presso i “centros de Saude” locali (ambulatori).

Il servizio di pronto Soccorso è riservato solo ai casi più gravi.
Dopo aver ottenuto il certificato di residenza ed essersi registrati presso la sanità portoghese tramite modulo S1 rilasciato dalla ASL, sarà possibile usufruire del sistema sanitario nazionale.
Il sistema funziona in modo del tutto simile a quello italiano ma con costi inferiori.

Anche in Portogallo si accede alle prestazioni sanitaria pagando un ticket.

Anche i medicinali acquistati presentando ricetta del medico hanno in media costi inferiori.

Le medicine e le spese mediche possono inoltre essere detratte dall’IRS (Irpef portoghese).
In alcuni casi i nomi dei medicinali potrebbero essere diversi in Portogallo rispetto all’Italia ma i principi attivi sono identici.

I tempi di attesa per accedere ai servizi del sistema sanitario nazionale potrebbero in alcuni casi essere piuttosto lunghi ma esistono molte cliniche private, con costi relativamente accessibili soprattutto per chi in possesso di un’assicurazione sanitaria.

Ospedali

Gli ospedali si dividono in due categorie fondamentali: ospedali centrali e ospedali generici di distretto.

Gli ospedali centrali sono situati a Lisbona, Porto e Coimbra: essi forniscono tutte le forme di assistenza medica specialistica ed in molti casi sono collegati ad istituti universitari con la qualifica di cliniche universitarie.

Gli ospedali generici di distretto, invece, dispongono di tutte le specializzazioni più comuni e forniscono assistenza a pazienti interni ed esterni in bacini demografici di 250.000-300.000 unità.

Oltre a queste due categorie d i strutture ospedaliere esistono cliniche specializzate (in maternità, pediatria, ortopedia etc.), ospedali psichiatrici ed ospedali locali.

Medicina di base

Il sistema attuale consiste in una rete di centri sanitari (centro de saude) per lo più gestiti dallo Stato. In questi centri pubblici il paziente non paga quote partecipative ed i medici sono stipendiati. Sempre più diffuse, specie nelle aree urbane, sono le cliniche private per pazienti esterni dove i medici normalmente esercitano ad orario parziale e sono pagati a fronte della prestazione (in parte dal paziente stesso, in parte da terzi).

Sebbene il programma di medicina di base si sia recentemente diffuso a tutti i livelli del paese (centrale, regionale e locale), molti pazienti preferiscono ancora l’assistenza ospedaliera e spesso si rivolgono direttamente all’ospedale per richiederne i servizi.

Personale medico

Nonostante il numero dei medici sia accettabile, si segnalano carenze in certe specializzazioni (p.e. anestesia, oculistica, patologia).

Amministrazione

Il Portogallo è diviso in 22 distretti: 18 sul continente 3 nelle Isole Azzorre e uno a Maderia. Le Azzorre e Madeira sono regioni autonome con servizi sanitari propri gestiti dai rispettivi governi regionali.

Sulla terraferma, a livello di distretto, operano le autorità sanitarie (ARS), responsabili per l’integrazione dei servizi fra settore pubblico e privato, e per l’insediamento e gestione dei centri sanitari.

L’amministrazione dei singoli ospedali rientra nelle competenze dei rispettivi organi esecutivi.

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